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Super Santos, il cinquantatreesimo patrono di Napoli

2025-01-29 17:26

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Super Santos, il cinquantatreesimo patrono di Napoli

Il super santos come cinquatreesimo patrono di Napoli. Oggetto di aggregazione, gioco di squadra, e d'uso comune per i napoletani!

Forse non tutti sanno - ma molti di noi napoletani, invece, lo sanno - che la nostra città non ha solo San Gennaro, come santo patrono, ma ne ha ben cinquantadue. Ebbene sì, cinquantadue patroni ufficiali, ognuno con il proprio ambito di competenza, un po' come in epoca pagana, ogni divinità era responsabile della propria area di competenza. Non erano misericordiosi, ma richiedevano sacrifici per essere "placati". Del rapporto dei napoletani con i santi ne ha parlato magistralmente Sándor Márai, uno scrittore ungherese, che venne in qualità di "esule volontario" a Napoli nel periodo del dopoguerra, per sfuggire a una censura. Ne ha parlato nel libro "Il sangue di San Gennaro", che merita, di certo, una lettura. Il rapporto con San Gennaro, in particolare, è stato poi interpretato, altrettanto magistralmente, da Nino Manfredi  nel film "Operazione San Gennaro", quando chiede al santo patrono di aiutarlo a rubare la mitra, e da Massimo Troisi, quando, sentendosi minacciato da Lello Arena, che si avvicina al busto, chiede "il trattamento", e intima al patrono di non stare a sentire il nuovo arrivato, che lo tradisce con San Ciro. 
Dunque, oltre a questi cinquantadue patroni, che ci assistono nei momenti bui (ovviamente, in cambio di offerte), noi ne abbiamo un altro di patrono: il pallone. Non Maradona, non la squadra di calcio del Napoli, ma proprio il super santos. Con il super santos giocano i bambini per strada, già da piccoli, occupando uno spazio e rendendolo un'area creativa, dove giocare, fare aggregazione, imparare ad essere in squadra, ma soprattutto facendo sentire la propria presenza. 
Provate a guardarvi intorno: noi non abbiamo gli alberi di Natale con le decorazioni delle palline e dei fiocchi, noi teniamo gli alberi con i super santos incastrati tra i rami.
Quante pallonate ci siamo beccati, noi napoletani, camminando per strada? Quante volte ci siamo dovuti scansare? Quanti vetri si sono rotti? E vabbè, che volete che sia? Per un patrono si deve sopportare questo ed altro. Il super santos ne ha salvati tanti, di ragazzini. 
Che orrore quando qualcuno ha pensato di vietare di giocare a pallone davanti alle chiese, che orrore! Un'eresia. 
D'altronde, lo dice anche il nome: super santos. "Super" perché i nostri patroni sono un po' come le divinità pagane, come dei supereroi. Non sono misericordiosi, ma hanno i superpoteri. E "santos" perché è santo, per l'appunto! E poi non dimentichiamo l'inno che è gli è stato dedicato da Tony Tammaro, che potete ascoltare qui!

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